Infortunio a scuola: cosa fare?

Infortunio a scuola: cosa fare?
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Lo sai che? 10 Ago 2016 Scuola e sicurezza degli alunni: quali tutele in caso di infortunio durante l’orario scolastico? Gli istituti scolastici, sovente, ai fini dell’ammissione dello studente, richiedono una tassa di iscrizione comprensiva di costi di assicurazione . Infatti, la legge obbliga le scuole a sottoscrivere una polizza assicurativa con l’Inail per ogni alunno, a copertura degli infortuni subiti durante le attività di laboratorio o quelle di educazione fisica. Per gli altri tipi di infortuni la scuola sarà pertanto onerata a provvedere alla stipula di una polizza assicurativa integrativa. Ciò in forza del contratto di iscrizione [ 1 ] e del conseguente obbligo, gravante sull’istituto scolastico, di tutelare l’incolumità degli alunni , predisponendo le opportune misure di vigilanza per tutto il tempo in cui questi fruiscono della prestazioni scolastiche, in ossequio a quello che può definirsi un “contratto di protezione” [ 2 ]. L’ obbligo di custodia degli alunni comprende anche la garanzia dell’idoneità dei locali messi a disposizione dall’istituto scolastico, al fine di evitare che l’allievo possa incorrere in danni della propria persona sia all’interno dell’edificio che nelle pertinenze scolastiche [ 2 ](come giardini, palestre, cortili, ecc.) [ 3 ]. In caso di infortunio dello studente […]

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70 anni di Bikini…Buon compleanno

Il complice perfetto di tante belle giornate in spiaggia è il bikini, il re dei costumi che proprio quest’anno spegne 70 candeline Fonte Immagine: Pinterest Minigonne come scegliere quelle giuste da abbinare al nostro fisico La minigonna è sicuramente uno dei capi di abbigliamento più amati dalle donne di mezzo mondo. Nata negli anni ’60, da allora la minigonna è entrata di diritto a far parte del guardaroba di ogni donna che si rispetti. La minigonna, sicuramente, va però scelta […] Scopriamo tutte le trasmissioni di Daria Bignardi: da “Tempi moderni” sino al successo epocale del “Grande Fratello” fino alla nomina di direttrice di Rai3 Daria Bignardi è conosciuta dal grande pubblico per le sue innate doti comunicative. Dapprima giornalista della carta stampata fino al passaggio al giornalismo online, poi conduttrice dei primi reality show televisivi, […] Bikini a vita alta migliori marchi di quello che è un vero trend dell’estate 2016 I bikini a vita alta rappresentano uno dei must della stagione estiva 2016 per quanto riguarda la moda mare. I bikini a vita alta sembrano essere arrivati direttamente dal magico mondo delle pin up degli anni ’50, quando le donne […] Tutti gli abiti corti da evitare […]

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Al lavoro in bici: via a risarcimenti infortuni. Da Ciab polizze aziendali

Al lavoro in bici: via a risarcimenti infortuni. Da Ciab polizze aziendali

L’infortunio in bicicletta è risarcito anche in Italia: entra il vigore il collegato ambientale alla legge di stabilità L’ infortunio in bicicletta , nel tragitto compiuto tra casa e lavoro, è indennizzato dall’ Inail : «Non è così per chi va in auto, perché in questo caso il percorso è coperto solo se l’uso “è necessitato”». Lo spiega a BiMag Francesco Seneci , presidente di Ciab , il Club delle imprese amiche della bicicletta . Le novità contenute nel collegato ambientale della legge di stabilità 2016 sono entrate in vigore: in virtù degli effetti benefici sulla qualità dell’aria che respiriamo, l’uso della bicicletta configura un infortunio in itinere , dunque indennizzabile dall’assicurazione. Di pochi giorni fa è la sentenza della Cassazione che ha dato ragione a un impiegato livornese vittima di un incidente in bicicletta mentre rientrava a casa dal lavoro: a lui è stato riconosciuto il diritto all’indennizzo. L’offerta di Ciab si spinge oltre, abbracciando tutti gli spostamenti: aderendovi ( 50 euro di quota fissa annuale per impresa a cui occorre aggiungere 3 euro per ogni dipendente ), le aziende possono assicurare i collaboratori per tutti i percorsi in bicicletta, compresi quelli compiuti fuori dall’Italia. Presidente Seneci, partono […]

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Il risarcimento dell’alunno che si fa male a scuola

Il risarcimento dell’alunno che si fa male a scuola

Lo sai che? 16 Apr 2016 Alunni o studenti danneggiati all’interno dell’istituto scolastico: la responsabilità e il risarcimento del danno. Presupposti: fatto storico, nesso causale, prova liberatoria. Modalità per la richiesta di risarcimento. Capita non raramente che l’ alluno si faccia male a scuola e che quest’ultima sia chiamata a risarcire i danni alla famiglia . Ma la procedura non è così automatica. Questa guida servirà quindi a dipanare i primi dubbi in merito alle responsabilità , ai luoghi e ai tempi dell’infortunio per ottenere l’indennizzo dalla scuola e dal Ministero dell’Istruzione. I nostri ragazzi sono affidati tutte le mattine all’istituto scolastico di appartenenza. Questa circostanza, del tutto normale ed ordinaria per noi, fa scattare in capo alla scuola degli obblighi ben precisi in termini di custodia e vigilanza . È necessario pertanto, che il personale scolastico vigili sugli alunni o gli studenti , affinché non accadano incidenti, che possano danneggiare l’incolumità fisica di ragazzi. Purtroppo, sappiamo bene che spesso ciò non accade : sono frequenti, infatti, gli episodi in cui l’ alunno cade, lo studente si ferisce, il ragazzo sbatte la testa, ecc. Ebbene, in questi casi, il genitore arrabbiato pretende il giusto risarcimento. Cosa fare e come […]

Assicurazione Infortuni Domestici: come funziona?

Assicurazione Infortuni Domestici: come funziona?

PER LEGGERE IL CONTRIBUTO COMPLETO CONSULTA IL SEGUENTE VOLUME Rocchina Staiano, 2016, Maggioli Editore Il testo, con FORMULARIO e SCHEMI, aggiornato alla normativa sull’AUTISMO (legge 134 del 18 agosto 2015) e alla recente GIURISPRUDENZA, vuole essere uno strumento di ausilio per tutti i professionisti che trattano le materia dell’invalidità, disabilità ed… di Rocchina Staiano INFORTUNI DOMESTICI, COME TUTELARSI? La L. 3 dicembre 1999, n. 493 istituzionalizza l’ assicurazione contro gli infortuni domestici , ossia promuove iniziative dirette a tutelare la sicurezza e la salute attraverso la prevenzione delle cause di nocività e degli infortuni negli ambienti di civile abitazione e l’istituzione di una forma assicurativa contro il rischio infortunistico derivante dal lavoro svolto in ambito domestico. INFORTUNI DOMESTICI: CHI GESTISCE L’ASSICURAZIONE? L’assicurazione è gestita dall’ Inail e sono soggette all’obbligo di iscrizione all’assicurazione: le persone di età compresa tra i 18 e i 65 anni; le persone che svolgono in via esclusiva attività di lavoro in ambito domestico; le persone che svolgono l’attività senza vincolo di subordinazione ed a titolo gratuito, finalizzate alla cura delle persone e dell’ambiente domestico. Sono esclusi dall’assicurazione gli infortuni verificatisi al di fuori del territorio nazionale. Inoltre, l’ assicurazione contro gli infortuni in ambito […]

Porto Recanati, si fa male alla caviglia Scatta il bluff per il risarcimento

Porto Recanati, si fa male alla caviglia Scatta il bluff per il risarcimento

PORTO RECANATI – Avrebbe subito un infortunio alla caviglia ma lo avrebbe denunciato solo due settimane più tardi, ovvero dopo aver sottoscritto una polizza assicurativa contro gli infortuni. E’ stato condannato a sei mesi di reclusione J.B., loretano di 34 anni. L’uomo era accusato del reato di fraudolento danneggiamento dei beni assicurati e mutilazione fraudolenta della propria persona. Per l’accusa – ieri sostenuta in aula dal pubblico ministero onorario Raffaela Zuccarini – l’imputato avrebbe avuto l’infortunio il 16 gennaio del 2012, il 27 dello stesso mese avrebbe sottoscritto la polizza in un’agenzia di Porto Recanati e il 30 avrebbe denunciato l’infortunio dichiarando che era avvenuto quel giorno. Ieri la discussione in Tribunale a Macerata dove il vice procuratore onorario ha chiesto la condanna a un anno di reclusione, il giudice monocratico Chiara Minerva ha condannato l’imputato – difeso dagli avvocati Olimpia Frapiccini e Simone Valenti – a sei mesi di reclusione. L’agenzia assicurativa nel processo era parte civile con l’avvocato Massimo Argirò. Il reato contestato all’imputato (articolo 642 del codice penale) è commesso da chiunque, per conseguire l’indennizzo di una assicurazione o comunque un vantaggio derivante da un contratto di assicurazione, distrugge, disperde, deteriora od occulta cose di sua […]

Polizza infortuni: indennizzo e risarcimento del danno non sono cumulabili

Polizza infortuni: indennizzo e risarcimento del danno non sono cumulabili

Cassazione Civile, sez. III, sentenza 11/06/2014 n° 13233 La sentenza in commento desta notevole interesse in quanto affronta in maniera più che approfondita la vexata quaestio sulla cumulabilità delle somme erogabili a titolo di risarcimento con quelle spettanti come indennizzo in virtù di una polizza danni/infortunio non mortale contratta dal danneggiato. La questione, oltre a caratterizzarsi per affascinanti aspetti giuridici, ha un notevole impatto pratico. Ed invero, è frequente il caso in cui un danno ingiusto, oltre ad essere fonte di un diritto risarcitorio, rappresenti anche il rischio per il quale si è stipulata una polizza assicurativa ad hoc . Si pensi, a titolo di esempio, al caso delle lesioni subite dal conducente di una vettura coinvolto non per sua colpa in un sinistro stradale, il quale ha stipulato anche un’assicurazione contro gli infortuni: in siffatta ipotesi è possibile cumulare l’indennizzo ricevuto dalla compagnia assicurativa con il risarcimento danni nell’ambito della copertura r.c.a.? Secondo la tesi più risalente, il cumulo tra indennizzo assicurativo e risarcimento del danno sarebbe possibile. Ciò in quanto il credito risarcitorio vantato nei confronti del responsabile ed il credito indennitario vantato nei confronti del proprio assicuratore privato hanno fonte diversa: il primo ha natura legale […]

L’ASSICURAZIONE CONTRO GLI INFORTUNI

Intanto, per maggiore chiarezza, riporto un interessante articolo pubblicato dallo Studio Legale Giangrasso di Nicosia. Successivamente tornerò in argomento per rispondere al tuo ultimo quesito. Le clausole vessatorie Oggi, quando concludiamo una compravendita e firmiamo un contratto – o stipuliamo un abbonamento annuale ad una rivista – non contrattiamo tutte le parti di questo accordo commerciale: ci troviamo spesso a dover firmare un foglio prestampato. Si tratta di una prassi comune, perché sarebbe molto più problematico – in una società di massa come la nostra – se ogni singola persona volesse discutere personalmente proprio tutti i contratti che sottoscrive: come se, ad esempio, ognuno volesse un accordo personale con i grandi enti, come Telecom, Enel e così via. Pertanto, ci troviamo spesso di fronte ad un modulo prestampato. Tuttavia il foglio prestampato presenta un grave rischio: chi lo firma è portato a non leggerlo con attenzione. Spesso il consumatore lo approva senza capirlo a fondo, ostacolato anche dal terribile linguaggio burocratico in cui i moduli sono scritti. Chi scrive i contratti lo sa e può far leva facilmente su questo tipo di pigrizia. Ecco allora comparire, magari scritte con un carattere piccolo, alcune parti – dette tecnicamente clausole – […]